domenica 5 ottobre 2008

QUERELLE di Rainer Werner Fassbinder

Locandina del film ad opera di Andy Warhol



Recensione dell'edizione dvd edito dalla RHV di Alessandro Izzi da www.close-up.it

Presentato al Festival del Cinema di Venezia a pochi giorni dalla morte dell’autore, Querelle resta una delle opere più affascinanti e più controverse di tutto il cinema di Fassbinder.
Possente riflessione sul rapporto ambiguo tra sessualità e potere (tema questo condiviso col capolavoro pasoliniano Salò o le 120 giornate di Sodoma), il film è diventato, col tempo, una delle pellicole più invisibili, almeno in Italia, del cinema tedesco contemporaneo.
Prima di questa necessaria edizione curata (non a caso) dalla sempre più meritoria Ripley's Home Video, l’ultima opera del regista monacense poteva vantare una sola edizione domestica: un supporto VHS che ricalcava fedelmente la stessa edizione “minor” che era uscita a ridosso del Festival veneziano e che i distributori italiani avevano provveduto a tagliare di circa otto minuti ritenuti offensivi del comune senso del pudore.
Raramente un taglio censorio era stato così lesivo dell’integrità e del senso ultimo di un’opera come nel caso di Querelle. Le piccole porzioni di testo eliminate, infatti, erano parti integranti di un disegno quanto mai complesso ed unitario e la loro eliminazione comportava, alla fine, un notevole stravolgimento sia del significato che della definizione psicologica dei personaggi che è, nell’edizione “minor”, decisamente più sfocata e meno incisiva.
Ad essere principalmente colpita dalle forbici dei censori era stata, comunque, (e non c’era, in fondo di che stupirsi) la scena della sodomizzazione di Querelle. Una scena, questa, sicuramente impensabile nel contesto dell’italietta cattolica e moralista contemporanea, ma che era dotata, nelle intenzioni del regista, di un possente senso drammaturgico e di una precisa coerenza interna. In questa scena, portata avanti con un insospettato lirismo, si fa strada, infatti, tutto il senso ultimo del personaggio, tutto il suo desiderio di autoimmolazione soprattutto dopo il terribile delitto compiutosi appena qualche fotogramma prima. Nemesi e catarsi al tempo stesso, punizione e disperato anelito ad una vitalità sfrontata e necessaria, il modo in cui Querelle si concede all’"altro" ha qualcosa di sfuggente e al tempo stesso cristallino. Un elemento poetico che sublima la pura e semplice consumazione di un atto sessuale e lo pone al centro di un discorso che è prima di tutto espressione di una consapevole sconfitta sia interiore che esteriore, la storia di un fallimento, l’inizio di una via crucis tutta personale che porta il personaggio ad un confronto costante con le dinamiche del potere (nel suo ambiguo rapporto con il capitano) e con se stesso e le sue contraddittorie pulsioni.
L’edizione “minor” che taglia la scena in modo brutale, inserendo a conclusione il breve inserto di un primo piano di Brad Davis che è il palese ingrandimento di un dettaglio della composizione finale dei due corpi, ottiene in fondo l’esatto contrario di quanto era nelle sue intenzioni. Elimina e chiude in un ellissi l’atto sessuale, ma lo priva al tempo stesso della sua tenerezza e rabbia trasformandolo, nella mente di uno spettatore che è obbligato ad immaginare quanto accade tra un taglio di montaggio e l’altro, in un brutale semplice atto di libidine. Il personaggio finisce, così, per assumere quei tratti immorali che gli erano ingiustamente applicati da quella bigotta mentalità italiana che non aveva saputo cogliere la tragedia da sacra rappresentazione che respirava sotto il fascino barocco delle immagini. La censura finiva per ottenere così un risultato inaspettato: tagliando il film finiva per trasformarlo in ciò che aveva voluto vederci. Nello stesso modo, a pensarci, in cui un inquisitore seicentesco finiva per trasformare un’innocente contadina in strega.
Ora finalmente, grazie alla meritoria operazione di restauro della RHV diventa davvero possibile riaccostarsi al vero Querelle e rendersi conto dell’enorme senso etico che ne permea ogni fotogramma.
Un’opera destinata per sua natura allo scandalo (perché non c’è vera poesia e vera rivoluzione senza scandalo) che meriterebbe finalmente la sua giusta considerazione anche in Italia.



LA QUALITA' AUDIO-VIDEO
Film girato interamente in studio e caratterizzato da un’illuminazione innaturale, tutta dominata da rossi fiammeggianti (quasi a rendere anche a livello fotografico la dimensione melò del tutto), Querelle offre non poche resistenze al passaggio dalla fruizione in sala all’home cinema.
L’edizione che stiamo esaminando riesce, comunque, incredibilmente, a limitare tutti i danni che, come acquirenti ancora memori della passata edizione VHS, in fondo, ci aspettavamo. La resa dell’immagine si mantiene, quindi, sempre piacevole ed è evidente una certa padronanza delle scarse, ma abbondantemente sfumate gamme di colori (tra ocra, arancione e rosso) utilizzate dal regista.
Anche su un piano prettamente sonoro il risultato è al di sopra delle aspettative con due tracce su due canali che ben spaziano il suono nell’ambiente. Del resto un suono prevalentemente frontale è certo una scelta necessaria per un melodramma così raffreddato che si pone in una dimensione così “altra” nei confronti di uno spettatore che va certo scosso, ma non troppo coinvolto a livello acustico. La scelta è tra l’originale inglese e l’italiano che riprende quello dell’edizione "minor". Per le scene reintrodotte nel film resta, quindi, per scelta fortemente filologica, il solo inglese sottotitolato.



EXTRA
Oltre all’illuminante booklet realizzato, come di consueto per titoli del Nuovo Cinema Tedesco, dal nostro Giovanni Spagnoletti, c’è spazio sul disco per una serie di interventi interessanti e abbastanza esaustivi.
La parte del leone è tutta per una breve intervista a Franco Nero realizzata appositamente per questa edizione DVD che ci mette a contatto con aspetti meno noti, ma sempre interessanti sulla realizzazione del film nonché sul rapporto peculiare e stranissimo che si era venuto a creare tra il regista e la sua star italiana. Non manca il consueto trailer. E, a mò di curiosità, per chi non avesse già acquistato la serie Wenders sempre editata dalla RHV, c’è il piccolo intervento/intervista sul cinema a Fassbinder che era parte integrante del corto wendersiano Chambre 666.

4 commenti:

Roberto Bernabo' ha detto...

complimenti per le recensioni e per il blog...vi linko sul nostro appena nato...veniteci a trovare

ciao, francesco

http://cineclubbandeapart.blogspot.com/

Poi invece non mi hai più linkato. Lo facciamo questo scambio di link?

Viao.

bandeàpart ha detto...

certo, hai ragione...è stata una mia svista...

link linkato

ciao,
francesco

Luciano ha detto...

Spero di trovare la nuova edizione perché possiedo il VHS, quindi l'edizione censurata. Sapevo che la scena della sodomizzazione era stata tagliata e pertanto ho sempre "giustificato" Fassbinder il quale non avrebbe mai inserito nel film una simile volgarità. Per me questo film è un'opera d'arte di una qualità incommensurabile.

bandeàpart ha detto...

condivido in pieno il giudizio sul film...davvero grande...

grazie per il commento

ciao,
francesco